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N. - 30/07/2017

Coldiretti Sardegna apprezza lo sforzo e le iniziative messe in campo per il sostegno del comparto agricolo da parte della Regione

Coldiretti Sardegna apprezza lo sforzo e le iniziative messe in campo per il sostegno del comparto agricolo da parte della Regione. Per la prima volta in tre anni finalmente si da centralità all’agricoltura e si mettono in atto azione concrete.
-      Integrazione di 3 milioni di euro ai 12 milioni destinati al settore ovicaprino che saranno liquidati ai pastori sotto forma di de minimis. Sarà messo in atto il cronoprogramma stilato da Coldiretti sardegna: la modifica della legge sarà portata in aula la prossima settimana, per poi approvare il bando a fine agosto. In questo modo il de minimis, circa 5 euro a capo, arriverà ai pastori in autunno.  Ci sono inoltre 30 euro a capo (raddoppiati grazie a Coldiretti, inizialmente erano 15 euro) destinati alle pecore da macello oltre i quattro anni. In totale, con tutte le altre misure messe in campo, per il settore, l’impegno totale è di 30 milioni di euro. Senza dimenticare che si destineranno 2 milioni di euro al bando per gli indigenti che si sommano ai 4,1 milioni di euro stanziati dal governo, per un totale di 6,1 milioni che consentiranno di ritirare dal mercato circa 10 mila quintali di pecorino.
-       L’aver ottenuto lo sblocco di 50 milioni di euro di pagamenti del Psr (benessere animale e indennità compensativa) che saranno decretati la prossima settimana e liquidati prima di ferragosto. Una boccata di ossigeno importante per le imprese agricole che arriva in un momento decisivo e di grande esigenza di liquidità. Visti i gravi danni causati dalla siccità tutte le imprese agricole oltre alle perdite stanno sostenendo proprio in questi mesi estivi ulteriori e importanti spese. Fondi dovuti, certo, ma Coldiretti Sardegna ha fatto pressing a tutti livelli affinché, vista la pesante crisi e il bisogno di liquidità delle imprese agricole, si accelerasse lo sblocco  dei denari delle domande comunitarie.
-       1,9 milioni di euro per il settore cerealicolo. Era tra i punti contenuti nelle richieste avanzate da Coldiretti Sardegna e presentate alla Regione. Si da in questo modo risposta ad un altro settore tartassato oltre che dalle calamità naturali (sia quest’anno che lo scorso hanno raccolto tra il 25 – 30 per cento del raccolto in meno) dal crollo del prezzo del grano causato sia dall’assenza di una filiera virtuosa che dall’invasione di grano straniero, meno garantito per la salute delle persone ma più conveniente dal punto di vista economico.
-       SICCITA’. Innanzitutto l’inclusione da parte del governo, della Sardegna tra le regioni che potranno beneficiare delle misure di contrasto all’emergenza siccità. Questo consentirà di usufruire del fondo di solidarietà nazionale (occorre continuare il pressing per rimpinguare il fondo) e della sospensione dei pagamenti dei mutui bancari agrari e di quelli previdenziali e assistenziali. Queste misure prevedono anche l’aumento degli anticipi dei fondi europei Pac.
-       Inoltre 200 milioni per opere infrastrutturali per la siccità. E’ un altro dei punti importanti contenuti nella piattaforma rivendicativa di Coldiretti Sardegna. E’ una emergenza cronica che emerge non solo in annate come questa. Sono necessari interventi strutturali importanti per garantire l’erogazione certa e costante dell’acqua alle imprese agricole.
Nonostante questo importante impegno Coldiretti Sardegna, vista la gravità della crisi che sta attanagliando l’agricoltura sarda, chiede alla Regione un ulteriore sforzo economico portando almeno a 20 milioni i fondi da destinare ai pastori con il de minimis;
Inoltre dovrà porsi di una imponente lobby per il bene dell’agricoltura sarda che veda impegnato tutto il mondo politico sardo (compresi i nostri rappresentanti in Parlamento e Senato), per fare implementare innanzitutto il fondo di solidarietà nazionale e comunque riuscire ad ottenere interventi compensativi a favore di tutti i settori dell’agricoltura pesantemente colpiti dalla siccità.
Senza dimenticare che la Regione deve prendere l’impegno formale per richiamare alla responsabilità la vera e unica causa della crisi del prezzo del latte, i trasformatori, che dovranno rendere pubblici tutti i dati riguardo la produzione e trasformazione del latte, consentendo una programmazione puntale del settore.

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